GOOD MUSIC FOR GOOD PEOPLE

In attesa dei concerti di novembre

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL DEI GATTINI

Non succede spesso di ascoltare qualcuno che conferma la bontà del tuo punto di vista su un determinato argomento, ma quando succede, vi assicuro, è una vera boccata d’aria fresca.

Diciamolo, tatuiamocelo se necessario: qualità sempre, prima di tutto, perchè la qualità VINCE. Basta con le non-notizie (aka stronzate).

Anche se qualcosa di molto interessante Jeff Jarvis – che è direttore del Tow-Knight Center for Entrepreneurial Journalism – lo dice anche dopo (1.00.12 sul video):

“L’argomento è: se diamo alla gente quello che vuole vorranno solo celebrities e gattini. Non sto dicendo che dobbiamo farlo, noi dobbiamo avere il nostro marchio, la nostra autorità, il nostro valore. Se vuoi quella roba puoi trovarla su Internet in qualsiasi momento. Il valore più elevato che possiamo avere è l’autorità. Il giornalismo è una risorsa preziosa, quello che mi dà fastidio è che migliaia di giornalisti abbiano perso un’ora ciascuno per parlare della stessa dannata storia (si riferisce a The Dress n.d.r.). Con la tecnologia potevi ‘embeddare’ il contenuto di Buzzfeed sul tuo sito, e sotto la tua community avrebbe parlato di questo. Diamo a Buzzfeed i credit per questa storia”

Jarvis ha dato una risposta semplice e perfettamente applicabile in questo marasma opprimente di videocommoventidavedereassolutamente, e per chi cerca di difendere con le unghie e con i denti le cose fatte bene questi discorsi suonano finalmente come un’epifania.

Anche se il sistema imperante sembra voler dirigere tutto in senso opposto – perchè si sa, far cambiare paradigma è già un’impresa normalmente, figuriamoci in un Paese provinciale e legato a schemi vecchi come il cucco, strozzato dalle logiche economiche del ‘tutto e subito’ – alla fine non è difficile mettere in pratica una concreta e reale ‘buona prassi’ per far evolvere il giornalismo. Del resto la chiave per il futuro, come ha detto anche Jarvis, è l’evoluzione. E no, non penso che i gattinipuccyness ne facciano parte.

ps. certo che fa un po’ ridere il ritardo di applausi e risposte per ‘colpa’ della traduzione simultanea. Se nella vita vogliamo fare i giornalisti famolo ‘sto corso di inglese dai!

AL COACHELLA SI SUONA(VA)

coachella

La colpa di questo orrore non è di H&M, chiaro.

La colpa è del mondo hollywoodiano che un bel giorno ha scoperto l’esistenza di un festival musicale nel mezzo del deserto della California e anno dopo anno ha iniziato a invaderlo. Con l’invasione dei VIP – che hanno sì il sacrosanto diritto di guardarsi un festival, ma che portano anche tutta una serie di inconvenienti a chi la musica la ascolta, la ama e la va a vedere dal vivo – è arrivato anche il carrozzone dell’inconsistenza.

Ovvero tutta quella serie di ‘interessi’ decadenti di cui il mondo non può fare a meno: dallo sfrucugliante chi c’era al raccapricciante look da Coachella.

Che poi non è nè più nè meno “vestiti male e fingi di essere un hippy”.

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Via MTV.
“Ma anche momento fashion di tutto rispetto”: sì, MTV.

Alla fine di tutto la domanda è: ma quest’anno chi ha suonato?

E’FFIGLIA

Come molti figli degli anni Novanta – musicalmente parlando – sto attendendo con grandi aspettative l’uscita di “Kurt Cobain, Montage Of Heck”, la pellicola diretta da Brett Morgen.

E proprio ieri è uscita l’intervista di Frances Bean, la figlia di Cobain appunto, che ha dichiarato, udite udite, che non le piacciono i Nirvana:

“Non amo così tanto i Nirvana. Il genere grunge non è quello che mi interessa. Mi piacciono di più i Mercury Rev, gli Oasis e Brian Jonestown Massacre”

Embè? Ci si aspetta che ogni figlio ascolti e ami alla follia la stessa musica dei propri genitori – figuriamoci poi quella scritta dai propri genitori -?

Che amarezza, erano altri i passaggi interessanti della chiacchierata con Rolling Stone, ma del resto, non vanno altrettanto bene per i titolisti e i social media manager (quanto odio quel mix infestante gossip+musica):

Kurt ha abbandonato la sua famiglia nel modo più orribile possibile, ma questo ha ispirato le persone a metterlo su un piedistallo, l’ha fatto diventare San Kurt. È diventato più famoso da morto di quanto lo fosse da vivo”

“Era arrivato al punto in cui aveva sacrificato ogni briciolo di se stesso per la sua arte, perché il mondo glielo chiedeva. Credo che questo sia stato uno dei fattori scatenanti per spiegare perché si sentisse nel posto sbagliato e credesse che tutti sarebbero stati più felici senza di lui […] Se fosse rimasto in vita, io oggi avrei un padre. E sarebbe stata un’esperienza incredibile

Sì, la storia che preferisce gli Oasis è davvero COSI’ fondamentale per l’umanità.

LA CARA VECCHIA VIA DI MEZZO

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Ieri girava su Facebook questa bufala, quella del 37enne torinese che avrebbe abbandonato un cane in autostrada per poi morire in un incidente 300 metri più avanti. La storia è falsa, ma molti animalisti hanno dato il meglio di sè (persone che hanno a cuore tutti gli esseri viventi ma gioiscono della morte di un altro essere vivente).

Per non parlare degli estremismi via immagini, un paio di esempi appena visti: sei animalista/vegetarian*/vegan* e si avvicina Pasqua? Via con le foto degli agnelli appesi per il collo e scuoiati. Sei antiabortista? Sotto con immagini a caso tratte dal kit feti-maciullati-da-pubblicare-nei-dibattiti-sull’-aborto.

Chiamatelo come volete: compromesso, zona grigia (purtroppo non si può usare ‘sfumatura’ perchè si darebbe tutto un altro senso al contesto), via di mezzo…insomma, quello che c’è tra due posizione estreme.

Non esiste più. Oggi non è più possibile un dibattito civile con la pacata esposizione di posizioni, anche opposte, che subito esplode una guerra nucleare. Fosse stato così ai tempi di Aristotele la filosofia si sarebbe estinta quasi subito.

Di solito a uscirne sconfitto, o per semplice abbandono di campo, è il cervello più ‘mediatore’ dei due contendenti. Quando ti rendi insomma conto che non ne vale più la pena, perchè tu accetti il pensiero dell’altro ma il tuo interlocutore vuole a tutti i costi importi la sua visione del mondo perchè, lo sa per certo, è quella giusta e unica possibile e tu di sicuro non capisci un cazzo e se parli è perchè non conosci o non ci sei mai passato e allora “vedrai quando” e per ora zitto, e quindi il passo indietro lasciando cadere il discorso tocca a te. Mentre chi è di fronte è quello che magari si definisce pure ‘democratico’.

La sensazione è che le mezze misure non siano più concepite, specialmente su

– religione
– sesso
– riproduzione e non (quindi anche ad esempio allattamento, educazione dei figli, aborto, fecondazione assistita, genitori separati)
– immigrazione (di solito su argomento ‘rom’)
– marò
– politica in generale (discussioni estenuanti con simpatizzanti del M5S)
– cospirazionismo spinto
tematiche di genere
– omosessualità
– ‘medicina alternativa’, cure miracolose e omeopatia
– animali, animalisti, vegan-vegetarianismo, puccyness (le ‘tenere nutrie’ da salvare e la galera per i mangiatori di conigli)

e nonostante ti riprometti di non invischiarti MAIPIU’ in conversazioni pubbliche su questo argomento, inevitabilmente ci ricaschi.

Il tutto si sviluppa il più delle volte – specialmente sulla fin troppo affollata di idee piazza di Facebook – secondo lo schema:

esposizione delle idee –> scoperta della diversità di vedute –> scontro –> insulto personale e diretto spesso su altri temi che non c’entrano niente

L’unico passaggio però che veramente mi sfugge è quello da ‘la gente’ a ‘laggente’, quando è avvenuto questo crollo verso la mediocrità qualunquista e assolutista?

#MODESTIA

CASO NUMERO 1

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Via | QN

CASO NUMERO 2

caputo2

caputo

COME NON FARSI STUPRARE

Perchè del resto…è vero o no che ce l’andiamo a cercare?

A QUESTO PROPOSITO

I falsi miti sullo stupro

Cosa indossavate quando vi hanno stuprate o molestate?

COMUNQUE SI DICE “MINISTRA”

Visto che ieri si parlava di stereotipi e sessismo, ecco un altro bel progetto: “Vocabolaria”.

Ne ho parlato su Booksblog:

Vocabolaria, il progetto contro il sessismo linguistico

FANCULO AI COLORI NEUTRI

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Dopo un’ondata furibonda di polemiche, eccolo qui sopra il traviantissimo ‘gioco del giender’ in cui i bambini “si scambiano i vestiti”. Eccolo, il progetto che rischia di provocare danni incommensurabili ai fanciulli.

LO SCANDALO: mostrare un papà che stira è PERICOLOSO per le nuove generazioni.

No, non lo trovate uno scandalo? Allora non si spiega il putiferio esploso a Trieste per il Gioco del Rispetto, proposto in un asilo per

“provare a far riflettere bambini e bambine – attraverso il gioco – su ciò che possono o non possono fare a seconda del loro genere”

come spiegano le ideatrici (qui un ottimo post che precisa bene tutta la vicenda).

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Che, tra l’altro, non si capisce perchè se ne sia parlato in questi termini assurdi basandosi solo sulle traveggole di un genitore raccontate ad un giornale locale. Nessuno si è preso la briga di verificare, cosa che aggiunge lo schifo allo schifo.

Viene da pensare che chi urla al boicottaggio apprezzi e avvalori gli stereotipi di genere che imprigionano uomini e donne fin dalla tenera età: in Italia c’è un gender gap che fa spavento, specialmente per quanto riguarda le donne, pagate – e considerate – di meno dei loro colleghi maschi pari livello, e costantemente a rischio quando si tratta di scelte familiari (leggi –> fare un figlio). Allo stesso tempo gli uomini vengono stigmatizzati se adottano comportamenti ‘non da maschio’ – vedi l’uso dell’orrido termine ‘mammo’, nel Paese in cui il congedo di paternità viene percepito come un’offesa alla virilità -, quando ad esempio nella vita di tutti i giorni ci sono un sacco di uomini che si dedicano alla cura dei familiari, mansione tipicamente appioppata ‘per genere’ alle donne ‘buone per indole, mogli, madri’.

Si parte dalla culla, dalla divisione dei colori: ho sentito recentemente una conversazione in cui si spiegava che durante la gravidanza si vuole conoscere il sesso del nascituro per “sapere di che colore fare la cameretta”, e se non vuoi sapere il sesso puoi sempre dipingere le pareti di “colore neutro”. Ma che diavolo è un colore neutro? Come fa un colore ad essere NEUTRO?

Nei negozi anche la scelta per il corredino da portare in ospedale è limitato a 3 colori orrendi: rosino, azzurrino e, eccolo qui il colore ‘neutro’, giallino. Per le mamme che vogliono la sorpresa.

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Nel film Juno, la mamma adottiva del bambino si interroga se sia meglio colorare le pareti ‘crema’ o ‘cheesecake’. Un colore ‘neutro’ non conoscendo il sesso del nascituro. Il dialogo della coppia è formidabile, andatevelo a recuperare.

Il pupo poi cresce, e tocca fare lo stesso discorso quando ti becchi le corsie sessiste di una nota catena di negozi di giocattoli che offre ‘giochi per bambini’ e ‘giochi per bambine’. Il culmine dell’assurdo lo hanno raggiunto i libri con le paroline “per le bimbe” e “per i bimbi”:

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(via Comunicazione di genere)

Non è ora di finirla con queste stronzate? Il fatto che non esistano ‘cose da femmine’ e ‘cose da maschi’ è così inaccettabile? E’ giusto relegare future donne e futuri uomini ad un destino preconfezionato? Così non si fa affatto il bene dei figli, anzi, li si costringerà a lottare contro gli stereotipi tutta la vita (soprattutto il genere femminile).

Bell’affare, e bel futuro.

Per fortuna oggi abbiamo le alternative per insegnare ai più piccoli un’altra prospettiva decisamente più arricchente, tra cui proprio il Gioco del Rispetto, o anche le pubblicazioni della casa editrice Lo Stampatello (anch’essa travolta dallo scandalo quando fu pubblicato il volume “Piccolo Uovo”). Nonostante stia imperversando e si stia rinvigorendo una odiosa cultura sessuo e omo-fobica fatta di ignoranza e preconcetti, che vede minacce ovunque, che lancia anatemi in nome di una idealizzata famiglia tradizionale che non solo non esiste più, non è mai esistita, ostinandosi a non voler vedere il mondo per quello che è, con la bellezza delle sue diversità. E’ una dura lotta, ma dobbiamo assolutamente portarla avanti.

Foto | Gioco del rispetto

UPDATE!

Bene la sensibilità su queste tematiche. Ma questa storia è davvero assurda. Vie di mezzo mai?

Kanye West vs THE WORLD

ANCORA? Ancora l’ha fatto?

Ma perchè lo invitano? Ma perchè negli States sono convinti che Kanye West abbia un qualche talento artistico?

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