Archivi categoria: MUSIC LIFE

COMUNQUE “EVERLONG” NON E’ SOLO LA CANZONE PREFERITA DI DAVID LETTERMAN

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DEMOTAPE DI UN’ANIMA INQUIETA

e anche io ho dato il mio contributo #Cobain #montageofheck #cinema

Una foto pubblicata da Arianna Ascione (@aririot) in data: 30 Apr 2015 alle ore 03:48 PDT

Se arrivate in sala avendo letto negli anni tutto lo scibile e visto tutti i filmati esistenti sull’argomento, questo film vi sarà insufficiente: “Montage Of Heck” in realtà non è la grande rivelazione che molti prospettavano, se il messaggio “peace, love, empathy” l’avevate già ricevuto a suo tempo forte e chiaro.

Cobain ha un problema enorme a monte. Il racconto della sua vita – una parabola breve, tossica e tragica – si è trasformato da subito in un’agiografia, che riduce tutto in “lo ami/lo odi” (come se una vicenda così complessa come la sua si possa semplificare su questi due soli binari). E parlarne senza banalizzare, o mitizzare troppo, è estremamente difficile, per non rischiare di penzolare da una parte piuttosto che dall’altra.

“Montage of Heck” mi è piaciuto, sia chiaro, ed è un documentario che va assolutamente visto più volte perchè in diversi passaggi non riesci a rivivere a dovere tutte le ricchissime sfumature di una personalità come quella di Kurt, quella artistica e quella personale (specialmente nella prima parte della pellicola, quella più incentrata sugli anni pre-Nirvana, con più materiale inedito). Ma, specialmente se in quegli anni eri troppo piccolo e quindi non hai vissuto l’epopea in diretta, ne vorresti di più. Viste le premesse: 8 anni di lavoro, ampio e libero accesso al materiale privato di casa Cobain, interviste ai protagonisti dell’epoca (estremamente ridotte purtroppo, specialmente quella più ‘vera’, commossa e lucida di tutte, quella a Krist Novoselic).

Però alla fine, di un “Montage of Heck” si tratta: “Montage of Heck”, ovvero ‘montaggio del cacchio’, un’accozzaglia di idee libere registrate in presa diretta, senza rifacimenti e nuovi take, e senza pretese pur nel paradosso dei tempi biblici di lavorazione. Un film che punta all’autenticità, e dalle velleità punk nel senso più nobile del termine, con la benedizione di Frances Bean.

Il momento che più rappresenta lo scopo del film, se di ‘scopo’ vogliamo parlare, è racchiuso in una scena: viene passato, insieme al supporto visivo di un cartoon, un nastro audio che immortala Kurt nell’atto di registrare una canzone. Ad un certo punto la magia si interrompe perchè arriva una banalissima telefonata. E poi subito dopo riprende a fare musica.

Una cassettina del cazzo registrata in casa con un recorder di merda: ce ne vorrebbero mille e mille altri di quei nastri, un “Montage of Heck 2”, 3, 5, mille.

ps. sull’attitudine ‘true’ dei Nirvana, che hanno ancora tantissimo da insegnare oggi a quei gruppi lagnosi fashion-before-passion che vi piacciono così tanto, sulle canzoni che “provate oggi, 25 anni dopo, a scrivere dei pezzi così”, e sui suoni da paura di quei soli quattro dischi registrati da alcuni dei maggiori spaccaculi produttori artistici in campo indie(pendenti – Albini, Vig, Endino), che hanno contribuito a consacrare l’arte di una band a volte ingiustamente snobbata perchè ‘ha venduto tanto’, se volete ne parliamo un’altra volta.

THE SHAPE OF PUNK COME BACK

Non ero troppo convinta del ritorno discografico dei Refused. Devo ricredermi e fare pubblica ammenda.

Se ogni giorno uscissero singoli così la musica sarebbe un posto migliore, dove gli artisti produttori di lagna marcirebbero nei retrobottega.

GOOD MUSIC FOR GOOD PEOPLE

In attesa dei concerti di novembre

AL COACHELLA SI SUONA(VA)

coachella

La colpa di questo orrore non è di H&M, chiaro.

La colpa è del mondo hollywoodiano che un bel giorno ha scoperto l’esistenza di un festival musicale nel mezzo del deserto della California e anno dopo anno ha iniziato a invaderlo. Con l’invasione dei VIP – che hanno sì il sacrosanto diritto di guardarsi un festival, ma che portano anche tutta una serie di inconvenienti a chi la musica la ascolta, la ama e la va a vedere dal vivo – è arrivato anche il carrozzone dell’inconsistenza.

Ovvero tutta quella serie di ‘interessi’ decadenti di cui il mondo non può fare a meno: dallo sfrucugliante chi c’era al raccapricciante look da Coachella.

Che poi non è nè più nè meno “vestiti male e fingi di essere un hippy”.

mtv

Via MTV.
“Ma anche momento fashion di tutto rispetto”: sì, MTV.

Alla fine di tutto la domanda è: ma quest’anno chi ha suonato?

E’FFIGLIA

Come molti figli degli anni Novanta – musicalmente parlando – sto attendendo con grandi aspettative l’uscita di “Kurt Cobain, Montage Of Heck”, la pellicola diretta da Brett Morgen.

E proprio ieri è uscita l’intervista di Frances Bean, la figlia di Cobain appunto, che ha dichiarato, udite udite, che non le piacciono i Nirvana:

“Non amo così tanto i Nirvana. Il genere grunge non è quello che mi interessa. Mi piacciono di più i Mercury Rev, gli Oasis e Brian Jonestown Massacre”

Embè? Ci si aspetta che ogni figlio ascolti e ami alla follia la stessa musica dei propri genitori – figuriamoci poi quella scritta dai propri genitori -?

Che amarezza, erano altri i passaggi interessanti della chiacchierata con Rolling Stone, ma del resto, non vanno altrettanto bene per i titolisti e i social media manager (quanto odio quel mix infestante gossip+musica):

Kurt ha abbandonato la sua famiglia nel modo più orribile possibile, ma questo ha ispirato le persone a metterlo su un piedistallo, l’ha fatto diventare San Kurt. È diventato più famoso da morto di quanto lo fosse da vivo”

“Era arrivato al punto in cui aveva sacrificato ogni briciolo di se stesso per la sua arte, perché il mondo glielo chiedeva. Credo che questo sia stato uno dei fattori scatenanti per spiegare perché si sentisse nel posto sbagliato e credesse che tutti sarebbero stati più felici senza di lui […] Se fosse rimasto in vita, io oggi avrei un padre. E sarebbe stata un’esperienza incredibile

Sì, la storia che preferisce gli Oasis è davvero COSI’ fondamentale per l’umanità.

#MODESTIA

CASO NUMERO 1

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Via | QN

CASO NUMERO 2

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Kanye West vs THE WORLD

ANCORA? Ancora l’ha fatto?

Ma perchè lo invitano? Ma perchè negli States sono convinti che Kanye West abbia un qualche talento artistico?

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OBAMA SINGS

Questo canale crea seria dipendenza (è uno dei migliori pezzi di questo periodo tra l’altro. Peccato che il resto del disco mi abbia lasciato un po’ delusa, più che altro perchè mi aspettavo un disco totalmente funky).

BEST OF 2014 ex PROMEMORIA PER FINE ANNO

Curioso come questo post che avevo abbozzato praticamente un anno fa sia rimasto quasi intonso da allora.

Comunque sia, gli album che allora avevo selezionato per questo mio BEST OF 2014 e che alla fine a tutti gli effetti sono stati i miei preferiti sono grosso modo questi tre in ordine sparso:

AGAINST ME – Transgender Dysphoria Blues

††† – Crosses

FOO FIGHTERS (atteso, agognato e non capito da nessuno purtroppo) – Sonic Highways

Se mi venisse in mente qualcosa d’altro lo aggiungerò ma francamente visto come è andato l’anno non credo ci saranno altre grosse sorprese.

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