DE BIGLIETTI DEGLI U2 (E FAN) ESAURITI

seatwave

Non mi piacciono gli U2 – sì, lo dico così, senza mezzi termini –, ma leggevo della solita (e sacrosanta) indignazione per i biglietti dei concerti appena annunciati finiti in 15 minuti.

Può succedere, per gli eventi molto attesi. Se non fosse che c’è una circostanza che si ripete SEMPRE, da ANNI, indisturbata e di cui ho parlato più volte: la cosa che fa girare le palle, ai fan degli U2 ma anche a me, non è tanto che i biglietti finiscano subito quanto che tempo 5 minuti dal sold out te ne trovi a TONNELLATE sui siti di secondary ticketing con prezzi allucinanti – e, diciamolo, la potenziale sòla dietro l’angolo (chi mi garantisce l’autenticità e l’esistenza reale del biglietto in mano al rivenditore?).

Se quelle fossero piattaforme che offrono la possibilità ai fan di incontrarsi e comprare/vendere quel biglietto in più che non puoi più usare per motivi tuoi (e situazioni simili) SENZA RICARICO non avrei nulla da obiettare.

Ma la realtà è evidentemente molto diversa: è davvero un ‘fan’ una persona che mette in vendita un biglietto a prezzo maggiorato? E’ giusto – in generale – mettere in vendita su un canale diverso da quello principale un biglietto con un ricarico? (e fin dove è legale?)

Non venitemi a parlare di libero mercato e di legge della domanda e dell’offerta che mi incazzo: la musica non è una cassetta di frutta del mercato e se la trattate così (o l’avete fatto in passato quando questa pratica esisteva ma era più aumma aumma) gli artisti dovrebbero sputarvi in faccia.

Con mio sommo rammarico non ho la soluzione in tasca al problema, ma l’emissione di biglietti nominali potrebbe essere un buon ‘tampone’ (non la soluzione, perchè sarebbe utopistico pensare che i canali ‘alternativi’ scompaiano). Certo, è un problema se poi tu al concerto non ci puoi davvero più andare, ma ci potrebbe essere un servizio ad hoc del rivenditore che possa ovviare a questo problema.

Celentano per i concerti all’Arena li fece tutti nominali – per inciso, erano Ticketone, società a cui si rivolge la maggior parte degli artisti per le prevendite -. Quindi la cosa è fattibile.

Quello che non capisco io però è: i promoter dichiarano che il secondary è un problema, gli artisti sono incazzati e pure i rivenditori ‘primari’…allora perchè cazzo non si fa niente (anche a livello legislativo)? Finora se ne è solo parlato, se ne è discusso, si è espressa pure la Guardia di Finanza, ma un fronte unitario, promoter o artisti o entrambi, non c’è. Questo mi lascia estremamente perplessa.

Pubblicato il dicembre 10, 2014 su MUSIC LIFE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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