SHAMELESS IN NYC

Almeno per smontare il fatto che i vestiti che una donna indossa ispirino determinati comportamenti. Concedetemelo. La ragazza di questo video (realizzato dall’associazione Hollaback! che si batte contro le molestie sessuali) ha un paio di jeans e una maglietta a maniche corte, accollata tra l’altro, ma sono certa che anche se avessimo indosso uno scafandro noi donne in strada verremmo molestate comunque.

Da chiunque. In centro, di giorno, di notte, in periferia, ovunque.

Molestate sì, chiamiamo le cose con il loro nome. Perchè i ‘ciao bella’ che subiamo – e badate, solo in quanto donne. Forse gli uomini in strada vengono ricoperti di ‘attenzioni’ dalle donne? – sono quanto di più irritante (e ingiusto) esista.

Perchè non si possa percorrere un tragitto in santa pace senza essere infastidite resta a me oscuro: sei costantemente costretta a fare un giro diverso, a cambiare marciapiede, a individuare a distanza il potenziale ‘apprezzamento’, a stringere la borsetta, a camminare con passo svelto specialmente la sera, a tenere in mano pronte per essere infilate nella toppa le chiavi dell’auto, a essere in generale pronta a scappare o a reagire ad un potenziale pericolo costante, in uno stato di continua allerta. Molestia è anche dover pensare a come vestirti in base alla zona in cui andrai, all’utilità di metterti i tacchi quando ti muovi sola, al tenere una distanza di sicurezza ampia anche se ti chiedono “che ore sono?” ad un incrocio…insomma, sei costantemente condizionata dal momento in cui decidi di uscire di casa. In modo inconscio magari, ma lo sei.

Solo, ripeto, in quanto donna.

Ecco, ora arriverà il genio del “ah, adesso dire ‘ciao’ è molestia”. Sì, siamo sempre noi che ci lamentiamo troppo, che non gratifichiamo gli sforzi dei maschi. Non ci vuole una scienza per capire che non è il saluto in sè il problema, ma i contesto e il modo in cui viene fatto. Quelli del video non mi sembrano proprio saluti di cortesia, sono evidenti tentativi di abbordaggio: cosa succederebbe se la ragazza si fermasse o soltanto rispondesse al saluto?

No, non è vero che questi ‘apprezzamenti’ ci fanno per forza piacere. Questo tipo di comportamenti si appoggiano ad un immaginario falsato da un’ottica esclusivamente maschilista che vede le donne come prede da conquistare, e che non si pone certo il problema di cosa ne pensino le dirette interessate.

Questo immaginario poi purtroppo muta anche il modo di pensare di alcune donne per le quali sì, gli uomini che manifestano la mascolinità in questo modo fanno soltanto dei complimenti alla loro avvenenza. Ma capite che di fatto si tratta di una ereditaria imposizione sessista: tu non hai valore in quanto donna, con tutte le tue qualità e le tue capacità. Acquisti valore soltanto di riflesso, se un uomo (in questo caso) ti mostra il suo apprezzamento.

Piccola parentesi: una sovrastruttura di cui, ragazze mie, prima ci libereremo – ma non solo per quanto riguarda le molestie stradali – e meglio sarà. Amiamoci per quello che siamo, senza impostare il nostro agire per dover piacere a (o essere accettate da) qualcuno. Ma questo è un altro discorso.

La cosa curiosa di questo video, e prevedibile, è che la quasi totalità degli utenti di sesso maschile che hanno pubblicato dei commenti sia sui quotidiani che hanno riportato la notizia sia su Youtube non sono riusciti a comprendere il fenomeno, liquidandolo come ‘roba da femministe frustrate’. Il che dimostra come questo comportamento cafone e molesto non sia soltanto tollerato ma quasi giustificato, con dissertazioni sulla ragazza che secondo alcuni era ‘appariscente’ (vorrei approfondire in cosa consisterebbe l’appariscenza di un paio di jeans e una maglietta).

Fortunatamente qualche mosca bianca dotata di un minimo di raziocinio ha difeso il punto di vista delle donne. Utenti rari, parlo sempre di sesso maschile, ma c’erano. C’è ancora speranza, ma la battaglia è ancora lunga.

Pubblicato il ottobre 29, 2014 su FEMMINISMI. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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