UN IMPEGNO PUBBLICO #MAQUALERAPTUS

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Ho sempre odiato l’etichetta ‘raptus‘, appiccicata a raccapriccianti racconti di violenza sulle donne, femicidi, o di violenze commesse sui figli, da parte dei cosiddetti “PADRI/MARITI ESEMPLARI, PERSONE NORMALI”.

L’orrore della cronaca nera infatti ci porta quasi inconsciamente a sperare, pregare che sia tutta colpa di una perdita di ragione, che questa abbia annebbiato la razionalità umana. Cerchiamo con tutte le nostre forze un perchè, che spieghi o giustifichi gli abominii (ma qui si può scoprire che in realtà il ‘raptus’ non esiste, una conferma ad una cosa che ho sempre pensato).

Non solo: ci sono anche le colpevolizzazioni, dirette o indirette.

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(SANTODIO, ha affondato un coltello 5 VOLTE nel corpo di SUA FIGLIA, una bimba di un anno e mezzo – CINQUEVOLTECINQUE -, e la vittima sarebbe LUI perchè la moglie lo TRATTAVA MALE? Ma scherziamo?)

Per cui, ribadisco (stavolta) pubblicamente il mio impegno, come blogger, per l’utilizzo di un linguaggio più adeguato nel raccontare questi episodi. I fiumi di sangue di quest’estate (e di quest’anno, e dell’anno prima ancora…) non hanno bisogno di nuove offese.

Pubblicato il agosto 30, 2014 su FEMMINISMI. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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