GLEE(N) DAY

Sono andata a vedere il concerto dei Green Day a Rho. Avevo già qualche sentore sul tipo di pubblico che mi sarei trovata davanti, considerate le esperienze precedenti, ed è ormai cosa nota che la band da qualche anno a questa parte riscuote un abnorme successo soprattutto tra i più giovani. E le ragazzine.
Ma non mi sarei mai aspettata di trovarmi davanti ad un pubblico così asettico. Capiamoci: asettico non tanto per le reazioni – poche e suscitate con gran fatica da Billie Joe dal palco principalmente in corrispondenza dei brani tratti da American Idiot in poi (“Ah ma allora c’è qualche fan laffuori”, ha detto Billie Joe dopo un’ora di concerto. Quando ha attaccato i pezzi vecchi però) -, quanto per la modalità di fruizione della musica dal vivo in generale.

Per il silenzio innanzitutto: l’Arena era piena più della metà, dopo il mixer, per chi c’è già stato, e prima dell’inizio del live l’atmosfera era quasi surreale. Non c’era il solito ‘casino’ da concerto all’aperto, ma un sommesso brusio. Lo stesso che mi ha accompagnata all’uscita (interrotto soltanto dalle urla di una quantità di abusivi al di là di ogni limite tollerabile). Mi ha dato l’idea di un concerto, più che vissuto in prima persona, subìto. E questo per la musica è una vera e propria aberrazione. Così perde il suo scopo, la sua essenza.

Ma quello che mi ha lasciata più con l’amaro in bocca è stato vedere moltissimi figli, piccoli, sulle spalle dei genitori: che di per sè potrebbe essere una bella immagine, se non fosse che non si godevano la visuale privilegiata, ma che filmavano il concerto con il cellulare.

Come, tuo padre o tua madre ti sollevano per farti vedere meglio e tu RIPRENDI-CON-IL-CELLULARE-IL-CONCERTO? Ma se è il concerto è l’unica occasione in cui con i tuoi occhi puoi vedere in carne e ossa il gruppo di cui magari ascolti da mesi i dischi scaricati da iTunes o comprati con la paghetta? Che cazzo te ne fai di un filmato da rivedere a casa (con un audio di merda)? Non stiamo parlando di filmare una canzone o due, o qualche cazzata in particolare combinata sul palco, ma TUTTO il concerto. Tutto il concerto con quel cazzo di cellulare davanti agli occhi, come se in qualche modo la vita fosse meno vera se non passa attraverso uno schermo lcd.

E ti dico tutto questo, caro il mio mini-spettatore, perchè il mio primo concerto sono stati i Green Day nel 2000. Io quel concerto lo ricordo molto bene: è proprio quello che riesci a catturare con i tuoi occhi il bello, che ti rimarrà dentro per sempre, visto che magari è il tuo primissimo concerto.

Voi invece avrete soltanto delle riprese tremule e sfocate, che magari un giorno cancellerete a volo per fare spazio nella scheda di memoria.

Spero almeno che qualcuno di voi abbia dei genitori che gli spieghino queste cose. Ma non ci conto mica troppo…

Pubblicato il Maggio 25, 2013 su MUSIC LIFE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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