X FACTOR 6, LA MORALE

Qualche giorno fa dicevo su Twitter

“morale di X Factor: ai provini puoi pure fare death metal, ma se arrivi in finale ti ritroverai a cantare la Pausini #sallo”

Beh, in questo caso, considerata la vittoria di Chiara, trasformerei la morale in:

ai provini puoi pure fare Byork ma se vinci ti ritroverai a cantare Ramazzotti”

Ora: ho trovato i concorrenti di quest’anno, come del resto anche molti degli altri anni, particolarmente INSIPIDI. Si va da un eccesso all’altro: o senza personalità (musicalmente parlando), o con una personalità troppo costruita (sempre musicalmente parlando).

Io ricorderei che quando senti qualcuno cantare, o anche no, dalle prime note di una canzone, e capisci di chi si tratta, quello è il vero X Factor.

In Italia invece la ricerca del ‘talento’ si arena nella scoperta dell’ennesimo interprete – con una bella voce, non dico di no, ma ce ne sono tanti (troppi) con una bella voce – di normalissimo pop tradizionale italiano (così come per le selezioni di Sanremo Giovani).

Puoi avere la voce di Etta James, ma in Italia a certi livelli puoi soltanto cantare derivazioni più o meno melense del trittico solecuoreamore. Cheppalle.

Pubblicato il dicembre 8, 2012, in MUSIC LIFE con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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